martedì 30 aprile 2013

2 maggio: "Buono Come il Pane" alla Feltrinelli di Verona

Presentazione libro “Buono Come il Pane”
giovedì 2 maggio 2013 alle 18
alla libreria Feltrinelli di via IV Spade, 2


Il libro "Buono come il pane" arriva sugli scaffali della Feltrinelli di Verona.
Giovedì 2 maggio alle 18, la foodblogger Cinzia Martellini Cortella di cindystarblog.blogspot.it spiegherà infatti la sua adesione alla campagna "Io non mangio da solo", in un appuntamento tutto da gustare nella sede della libreria in via IV Spade, 2.
Introduce l'incontro Rossella Lomuscio, educatrice di ProgettoMondo Mlal, che parlerà di solidarietà e diritto al cibo.
Alla presentazione, seguirà una degustazione di ricette tratte dal libro con pizza non pizza, frittata di pane e polpettine pane e parmigiano.

L’appuntamento si inserisce tra le iniziative dell’undicesima edizione “Le Piazze dei Sapori”, di cui Feltrinelli è sponsor, che dal 2 al 5 maggio porterà nel salotto di Verona i prodotti tipici e le produzioni enogastronomiche più ricercate d´Italia.

Buono Come il Pane raccoglie in 100 pagine illustrate le gustose ricette che le migliori food blogger italiane hanno regalato con passione, entusiasmo e fantasia alla campagna “Io non mangio da solo” promossa dall’Associazione ProgettoMondo Mlal che da 45 anni realizza progetti di sviluppo in 15 Paesi del Sud del mondo. Tante ricette a base di avanzi di pane, ideate per riaffermare il diritto al cibo e alla solidarietà internazionale in favore di 1 miliardo e 200 milioni di persone che ancora non si nutrono a sufficienza, non hanno accesso alle risorse naturali, e non sono padrone né di quanto producono, né di potere scegliere cosa mangiare. Il ricavato di questo libro andrà interamente a finanziare 10 diversi programmi di sicurezza e sovranità alimentare che l'organizzazione non governativa ProgettoMondo Mlal sta realizzando in sei Paesi del Sud del mondo.

Per maggiori informazioni: www.progettomondomlal.orginfo@mlal.org

venerdì 26 aprile 2013

Il TUO 5X1000 AL RESTO DEL MONDO

Se condividi l’impegno di ProgettoMondo Mlal in Europa, America Latina e Africa,se hai partecipato alla campagna “Io non mangio da solo”, e se soprattutto credi in un futuro possibile per tutti… puoi sostenere ancora le nostre attività donando a noi il tuo 5x1000.
Inserisci nell’apposita casella dedicata alle Onlus, di 730, Unico e Cud, 
il codice fiscale n. 80154990586
Grazie al tuo 5x1000 potremo assicurare un pasto sano e nutriente al giorno
alle giovani mamme del Burkina Faso e ai loro piccoli; alle comunità maya più povere del Guatemala; ai detenuti degli istituti di pena del Mozambico; ai piccoli scolari colpiti dal terremoto di Haiti; ai bambini lavoratori del Perù; alle organizzazioni economiche contadine in Bolivia. E’ un gesto che a te non costa niente ma che varrà moltissimo!

5 maggio a Verona: Crisi, solidarietà e una "lezione" ricca di ricordi

Tempo di bilanci per ProgettoMondo Mlal, ma anche di approfondimenti rispetto alla crisi del mondo della cooperazione e di singolari lezioni su solidarietà, giustizia e diritti dei popoli.
In concomitanza con l'assemblea soci della nostra organizzazione, che inizia sabato 4 maggio, domenica 5 maggio il centro Carraro in lungadige Attiraglio 45 a Verona, sarà scenario di un primo piano sulla solidarietà della società civile seguito, nel pomeriggio, da una lettura delle riflessioni dello storico presidente di ProgettoMondo Mlal, Enzo Melegari, che si terrà invece al cinema teatro di San Massimo in via Brigata Aosta.
A presentare la sfida di una nuova cooperazione che ricomincia dai territori e si basa sul concetto di solidarietà nella sensibilità e nell’esperienza della società odierna, alle 9.30 sarà il presidente di ProgettoMondo Mlal, Mario Lonardi, che lascerà poi la parola a Lucio Babolin del Consiglio Nazionale CNC.

La lezione di Enzo” prenderà il via alle 16.30, per dare spazio fino a sera a contributi e testimonianze di don Luigi Adami, Renzo Fior, Mao Valpiana, Paolo Bertezzolo, Sergio Paronetto, Emilia Ceolan, Efrem Tresoldi e don Renzo Beghini. A moderare l’incontro sarà il nostro presidente Lonardi che, invitando tutta la cittadinanza all’evento, dichiara: “Coscienti della grande eredità di pensiero che il sociologo veronese Enzo Melegari, scomparso il 10 luglio del 2002, ci ha lasciato, vogliamo ricordare insieme ai suoi amici e colleghi più cari, lui e le sue intuizioni che, a distanza di 10 anni dalla sua scomparsa, conservano intatti valore e visione. Melegari ha saputo pre-vedere i meccanismi che hanno poi portato all’attuale crisi della Cooperazione e degli organismi che si impegnano al suo interno. Oggi siamo chiamati a corrispondere all’esperienza vissuta da, e con, Enzo anche nella capacità di assumere degli indirizzi coraggiosi che possano rispondere in modo attivo alle sfide della crisi, sia dal punto di vista “tecnico” sia da quello socio-politico”.

Enzo Melegari, tra i primi obiettori di coscienza italiani, pagò con anni di carcere la sua disubbidienza civile e dunque la scelta di partire per l’America latina dove, a cominciare dal Venezuela, portò la sua testimonianza di uomo e il suo impegno di volontario laico al fianco dei più deboli. Una scelta che riconfermò poi anche negli anni a venire con una militanza appassionata e complice con le comunità latinoamericane e un lavoro costante e convinto di solidarietà sul territorio italiano, prima come formatore, quindi come dirigente dell’allora Movimento laici America latina, infine come presidente di ProgettoMondo Mlal.
Fu e resta punto di riferimento per quanti hanno ancora a cuore temi quali giustizia, solidarietà, pace, fede, protagonismo, impegno sul territorio.


conferenza - La lezione di Enzo - programma
moderatore MARIO LONARDI
16.30 introduzione don LUIGI ADAMI
16.50 La città degli ultimi: la scelta per i poveri RENZO FIOR
17.00 La città della nonviolenza: l’obiezione di coscienza e l’esperienza a Verona MAO VALPIANA
17.20 La città della Pace e salvaguardia del creato  PAOLO BERTEZZOLO/SERGIO PARONETTO
17.40 pausa
18.00 La città solidale, solidarietà e diritti dei popoli EMILIA CEOLAN
18.20 La città dell’informazione, la giustizia come paradigma del messaggio EFREM TRESOLDI
18.40 La città del Concilio, alla luce del Concilio don RENZO BEGHINI
19.00 dibattito e conclusioni

Turismo Responsabile in Marocco. La nuova sfida di ProgettoMondo Mlal

(Paola Sartori - ProgettoMondo Mlal Marocco) - L’èquipe di ProgettoMondo Mlal Marocco si è lanciata in una nuova attività. Per promuovere uno sviluppo sostenibile, per permettere di conoscere i mille volti del Marocco e per dar visibilità alle attività di ProgettoMondo Mlal nel paese, l’associazione ha dato avvio a un nuovo progetto di Turismo Responsabile.
È nato così un pacchetto turistico a prezzo sostenibile, rivolto a classi, gruppi di giovani, scout e a chiunque sia interessato. Il viaggio alterna momenti di turismo a giornate dedicate alla conoscenza delle attività di ProgettoMondo Mlal in Marocco. Visitando le mediateche del progetto “Bambini in Vaggio” si ha l’occasione di incontrare i ragazzi che partecipano alle attività, in un momento di condivisione e di scambio di idee sull’immigrazione e sui rapporti tra Italia e Marocco. Tramite invece il progetto “La Forza delle donne” ci si immerge a pieno nella situazione dei diritti umani e dei diritti delle donne in Marocco.
I primi ad aderire entusiasti a questa nuova iniziativa sono stati i ragazzi della 5F del Liceo Scientifico Gobetti Segre di Torino. Accompagnati dai loro professori sono partiti dall’Italia per raggiungere Casablanca. Da qui hanno iniziato un viaggio che li ha portati alla scoperta del paese visitando Marrakech, le cascate d’Ouzoud, Beni Mellal, Casablanca, Rabat e incontrando le nostre due equipe e i nostri partners e benificiari locali.

La parola passa a loro che ci raccontano organizzazione e mete del viaggio

(Giulia) - Il viaggio in Marocco è nato con ProgettoMondo Mlal, organizzazione no profit di cui fa parte il nostro professore Giuseppe Cocco. Non si tratta quindi del classico viaggio di istruzione che si limita alla visita di una città o un paese, ma di un viaggio improntato sulla conoscenza, oltre che di usi e costumi marocchini, anche delle problematiche che ci sono in questa terra nordafricana.
L’organizzazione di pernottamenti in alberghi, luoghi di ristoro, e delle attività turistiche e di scambio culturale è stata a carico di Paola, giovane rappresentante sia di Progettomondo Mlal che del programma di cooperazione da noi visitato, “La forza delle donne”.
Per noi ragazzi è stato sicuramente un viaggio ricco di sorprese, e già dall’inizio siamo stati entusiasti! Ovviamente le nostre conoscenze sul Marocco prima di partire erano scarse, avevamo molti pregiudizi e preconcetti. Vedevamo solo un paese più arretrato rispetto a noi, chiuso sia culturalmente che sotto il profilo religioso, non avremmo mai pensato che in realtà le differenze tra noi e loro non fossero poi così grandi. Fortunatamente il professore Cocco ha speso alcune (parecchie) delle sue ore per introdurci nel clima marocchino e per farci capire la diversa realtà che stavamo per affrontare.
Dopo che la nostra cara Paola ha pianificato le mete e i giorni di visita, noi ragazzi abbiamo fatto delle piccole ricerche su ogni città che avremmo poi visitato e sulle sue principali attrazioni, rilegandole tutte insieme in una mini guida turistica che ci è rimasta ancora oggi come ricordo insieme ai miliardi di foto scattate.
Il costo dell’intera gita non è stato eccessivo considerato tutto quello che siamo riusciti a vedere e tutto quello che abbiamo imparato, inoltre ciò che abbiamo pagato all’inizio comprendeva tutto… tranne ovviamente i souvenir!

(Irene) - Il 12 marzo nel pomeriggio abbiamo avuto l'incontro con alcune donne che fanno parte del progetto La forza delle donne. Si tratta di un programma di ProgettoMondo Mlal che ha il compito di rafforzare il ruolo e il peso delle organizzazione femminili nella società civile marocchina, così da accrescerne la partecipazione nella difesa dei diritti delle donne. Parlando con queste marocchine scopriamo una triste realtà: l'82% delle donne è vittima di violenza in casa e il 50% delle giovani non sposate sono oggetto di violenza coniugale. I dati arrivano dai centri antiviolenza grazie alle denunce fatte, ma pensando a tutta la "violenza nascosta" questi dati spaventano ancora di più.
L'associazione si è occupata delle attività di formazione sulle tecniche d'ascolto e i principi base del nuovo codice di famiglia di alcune operatrici che gestiscono associazioni locali. In questo modo le formatrici si sono trasformate in vere e proprie ascoltatrici depositarie di violenze subite in silenzio. I corsi di formazione di queste donne hanno un triplice scopo: prima di tutto quello di proteggere le formatrici dalla carica emozionale di tanta violenza attraverso la presa di coscienza del loro ruolo di "ascolto" e dei loro limiti; quindi l’acquisizione di competenze di "ascolto attivo" che permetta loro un migliore approccio alla violenza; e infine arrivare a creare un numero sempre maggiore di questi centri.
Si tratta di realtà in cui si promuove l'alfabetizzazione delle donne per far loro conoscere i propri diritti e per avvicinarle alla politica.
Abbiamo poi visitato una cooperativa di sole donne, aiutata dalla progetto. Al suo interno c'è anche una sorta di ristorante, dove ci hanno cucinato un cuscus buonissimo, seguito da gustosi dolcetti tipici. Parlando con alcune di queste donne abbiamo capito quanto sia inusuale e difficile mantenere la loro attività e ci hanno spiegato che borsette, sciarpe e i vari prodotti che espongono, sono tutti fabbricati esclusivamente da donne. Questa cooperativa è davvero importante, perché rappresenta la voglia di lottare delle marocchine per la propria indipendenza sia economica che di opinione e pensiero.
Abbiamo vissuto un’ esperienza che ci ha fatto capire quanto sia importante la parità di opportunità tra le donne e gli uomini in Italia, e quanto queste associazioni possano fare per cercare di raggiungere anche un'uguaglianza concreta, e non solo teorica, tra uomo e donna.

Francesca) - La parola chiave del fenomeno migratorio è “responsabile”. Dal momento che la migrazione interessa gran parte del Marocco, ProgettoMondo Mlal si è occupato di aprire delle mediateche nel paese magrebino: spazi ricreativi per i ragazzi, in cui vengono proposte diverse attività, dal teatro alla pittura. Qui, gli educatori si occupano anche d'informare i giovani marocchini che intendono emigrare di eventuali rischi e problemi e, prima di tutto, li invitano a non affidarsi a organizzazioni criminali. L'obiettivo è quello di responsabilizzare i ragazzi ma allo stesso tempo fornire loro i mezzi per sopravvivere nel paese di appartenenza, evitando quindi di partire. Insomma, si punta a cercare di sviluppare le loro attitudini perché possano svolgere in futuro un lavoro.
Il progetto sembra strutturato molto bene e credo sia un'opportunità importante per i ragazzi, soprattutto nei paesi più piccoli dove magari sono minori le possibilità d'informazione. È stato fondamentale, per comprendere meglio la vita dei giovani in Marocco, l'incontro con i ragazzi di una scuola di Beni Mellal. Nella mediateca che ci ha accolti erano infatti affisse alle pareti poesie e disegni dei ragazzi, e grazie all'incontro alcuni pregiudizi sono stati sfatati.
Ad esempio ero convinta che la maggior parte delle ragazze portasse il velo e invece con mia grande sorpresa all'incirca la metà delle ragazze aveva il capo scoperto. Poi pensavo che la vita dei giovani fosse molto più sotto il controllo della famiglia e invece erano i ragazzi stessi che ci tenevano a precisare che loro sono esattamente come noi: usano Facebook, gli smartphones, escono con gli amici… Solo alcuni di loro sono molto più attaccati alle tradizioni e, per esempio, rispettano le cinque preghiere della giornata e le ragazze più tradizionaliste portano il velo. Ciò che inoltre mi ha colpito è il rapporto tra i giovani e la religione: i ragazzi che hanno parlato con noi (almeno la maggior parte) hanno mostrato un certo distaccamento dalla fede che si può vedere chiaramente dal fatto che non rispettano le ore di preghiera. Un altro elemento di sorpresa è stato l'abbigliamento: mi aspettavo di trovare ragazzi e ragazze in abiti tipici invece quasi tutti portavano maglietta e jeans. L'incontro diretto con i giovani mi ha fatto capire come si stia evolvendo anche la società marocchina: il cambiamento parte proprio dai più giovani che cercano di avvicinarsi di più alla società occidentale.

giovedì 25 aprile 2013

L’Unione Europea premia il Progetto Vita Dentro

Doveva essere una normale visita di monitoraggio al progetto Vita Dentro e invece si è trasformata in un importante riconoscimento per l’impegno di ProgettoMondo Mlal a Nampula, suffragato dalla presenza di ben 18 delegati testimoni tra ambasciatori di vari paesi dell’Unione Europea e capi delegazione.
Qualche giorno prima avevamo saputo dal nostro referente dell’Unione Europea che per la settimana successiva era prevista una visita di monitoraggio al nostro Progetto alla quale avrebbero partecipato 18 persone. Una richiesta così poteva dire due cose: o il nostro progetto aveva fatto notizia e in tanti lo volevano conoscere da vicino, oppure, al contrario, i rimandi istituzionali erano talmente insignificanti (per non dire negativi) che si voleva capire meglio se valesse davvero la pena continuare a investire. Normalmente le delegazioni di questo tipo sono composte da massimo due funzionari che vengono a “fare le pulci” al progetto, ma quando i visitatori sono ambasciatori e capi delegazione, allora significa che qualcosa di “buono” da vedere c’è. Eccome.
Già dal primo momento il Capo Delegazione Unione Europea in Mozambico, Paul Malin, ci ha espresso la sua stima nei confronti di Progetto Mondo Mlal e del partner responsabile delle attività, il SERNAP (Servizio Nazionale Penitenziario), nella Penitenziaria Industriale di Nampula. Ciò che ci viene comunicato è infatti che “Il carcere è ormai un modello a livello nazionale”, grazie alla presenza di “strutture all’avanguardia, divisione dei detenuti in base all’età e alla tipologia di pena, e alla presenza di attività formative ed educative all’interno della struttura penitenziaria”.
Arrivati a bordo di due minivan, i nostri ospiti rappresentano vari Paesi dell’Unione degli stati Europei: Portogallo, Italia, Spagna, Francia, Austria, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia e Finlandia. A guidare il gruppo c’è, come detto, il Capo della Delegazione Mozambicana della UE, Paul Malin, e a condurre la delegazione il João da Silveira, Consigliere Politico della Delegazione.
A riceverli, il direttivo della Penitenziaria con a capo il direttore Chico Alberto Quembo, accompagnato dai responsabili dei vari settori: istruzione, formazione professionale, sezione minorile e sezione adulti e cultura. Per quanto riguarda Progetto Mondo Mlal, a rappresentare l’Ong io (Francesco Margara, coordinatore del progetto Vita Dentro, ndr) con Martina Adami, amministratrice di Vita Dentro, e Marco Fucili, amministratore del nuovo progetto “Responsabilidade”, accompagnati dagli operatori sociali Carolina da Conceição, César dos Santos e Severino Amamo.
Il direttore Quembo si è dimostrato subito un ottimo padrone di casa, facendo gli onori alla Delegazione e avviando la giornata con una breve presentazione del carcere e delle attività svolte insieme a ProgettoMondo Mlal dal 2007 a oggi: sei anni di entusiasmante lavoro tra alti e bassi, come è normale che sia in una relazione così lunga! Anni comunque coronati da una visita, speciale come questa, significa che non sono passati invano.
Dopo l’introduzione fatta da Quembo, è stato dato spazio alle domande degli ospiti che certo non si preoccupavano di porre questioni scomode, come il livello di rispetto dei diritti umani all’interno dell’istituto penitenziario in base alle condizioni di vita, al sovraffollamento e alle condizioni di alimentazione.
A questa prima fase di spiegazioni, è stata la volta della visita alla struttura carceraria: padiglioni per le formazioni professionali, aule per le lezioni della scuola, padiglioni per la produzione di tessuti, la parte separata per i giovani, e infine il Centro culturale nel quale è stato allestito un piccolo spettacolo per i presenti: musica, danza, teatro, tutto fatto e messo in scena dai detenuti, con un pezzo teatrale creato da loro per la fine del progetto in cui gli attori parlano e si preoccupano delle loro sorti nel momento in cui Progetto Mondo Mlal non sarà più lì ad appoggiare le attività.
Nel mezzo, ovviamente, mille altre domande da parte di tutti per capire come siamo riusciti ad ottenere questi risultati. Ma far capire quanti sforzi, e quanta fatica, abbiamo fatto io e i miei predecessori nell’intento di migliorare la struttura penitenziaria, e la mentalità di una parte delle persone con le quali abbiamo lavorato negli ultimi anni, non è compito facile. Come si può infatti sintetizzare in pochi minuti un percorso durato anni? Come si può ridurre a poche parole un lavoro durato mesi, e mesi passati costantemente a preoccuparsi che certe cose venissero fatte e venissero fatte bene? Perché a noi questo importa: ottenere risultati, sì, ma risultati positivi, duraturi e riconoscibili a prima vista.
Nel momento dei saluti, l’ambasciatrice svedese a Maputo, Ulla Andrén, ci ha regalato un complimento breve ma credo significativo: “dopo averne visti tanti in Africa, posso dire che questo sembra una struttura non sembra nemmeno un carcere. Complimenti per il vostro lavoro!
Soddisfazione generale dunque, anche se alla fine eravamo perfino dispiaciuti di non avere avuto modo di mostrare tante altre cose che siamo riusciti a fare in questi anni. Senz’altro però il giudizio positivo espresso dai nostri ospiti, oltre a rappresentare un premio per la nostra Ong ProgettoMondo Mlal, funzionerà da stimolo per continuare a portare avanti le nostre idee con la stessa convinzione di sempre.

Francesco Margara
Coordinatore Progetto Vita Dentro

mercoledì 24 aprile 2013

Si sbaglia e si ripara al danno. Seminario sulla giustizia riparativa in Bolivia

Modelli e metodologie di riabilitazione, e reinserimento sociale per giovani e adolescenti privati della libertà. E' di questo che si parlerà nel Seminario internazionale promosso il 24, 25 e 26 aprile a La Paz. Un appuntamento che si basa sull’esperienza maturata in questi anni nei Progetti “Giovani trasgressori” e "Liber’Arte" realizzati da ProgettoMondo Mlal nel primo Centro per minorenni trasgressori “Qalauma”, grazie al sostegno finanziario del nostro Ministero di Giustizia italiano e dell’Unione Europea.
Da anni ProgettoMondo Mlal lavora sul tema della giustizia e dei minori, proponendo Programmi di cooperazione ma anche sostenendo veri e propri modelli innovativi di recupero e reinserimento dei giovani trasgressori. Basta pensare che da poco ha persino inaugurato il primo Centro di rieducazione per minorenni nella storia della Bolivia. Fino a pochi mesi fa, infatti, ragazzi di 12, 15 anni erano mescolati indifferentemente con adulti reclusi per i più svariati delitti nel terribile Penitenziario San Pedro di La Paz, con conseguenze a livello di violenza, traffico e altri tipi di delinquenza, inenarrabili. E che comunque –va da sé- non hanno niente che assomigli a un lavoro di rieducazione mirato alla delicata età dell’adolescenza, né tantomeno a una qualche prospettiva nell’ottica di un auspicato reinserimento socioprofessionale una volta all’esterno del carcere.
Il seminario “Justicia restaurativa avances y perspectiva en Bolivia” vuole dunque contribuire al dibattito sul processo nazionale di riforma del sistema penitenziario e di riforma della normativa in materia di giustizia penale, con particolare attenzione al tema della difesa e promozione dei diritti dei giovani e degli adolescenti in situazione di conflitto con la legge secondo il nuovo orientamento di Giustizia Riparativa. L’evento viene realizzato con il sostegno organizzativo e istituzionale della Mesa Interinstitucional de Justicia Penal Juvenil, costituita da più organizzazioni della società civile, e dalle istituzioni pubbliche interessate al tema, e presieduta dal Ministero di Giustizia.
In particolare vengono approfonditi 2 temi: l’attuale situazione della giustizia in Bolivia e le prospettive della Giustizia Riparativa.
Come spiega uno dei suoi fondatori, Howard Zehr, la Restorative Justice si distingue dal modello moderno di pena, che tende a considerare il reato come 'violazione di una norma' e la pena come 'conseguenza giuridica' che sanziona tale condotta, contrapponendo piuttosto l’idea secondo cui "il crimine è una violazione delle persone e delle relazioni interpersonali, e dunque le violazioni creano obblighi: il principale è "rimediare ai torti commessi'.
In questo senso, il Ministero di Giustizia boliviana ha dimostrato un grande interesse ad approfondire l’ambito della giustizia riparativa e della possibile applicazione di misure alternative alla mera privazione di libertà.
Insieme a UNDOC, per il Ministero è anche l’occasione per presentare i risultati dello studio fatto sulla prima esperienza pilota nell’ambito della Giustizia Riparativa realizzato appunto nel Centro Qalauma, ideato e fortemente voluto proprio da ProgettoMondo Mlal.
Grazie anche alla partecipazione della rappresentante del Ministero di Giustizia Italiano, Cira Stefanelli, e del magistrato della Corte suprema peruviana Jorge Luis Salas, il programma della giornata si presterà a mettere a confronto, e analizzare, esperienze diverse.
Parteciperanno all’evento rappresentanze della delegazione Ue in Bolivia, come Juan Planas, Ministro Consejero,e  della nostra Ong con la vicepresidente Ivana Borsotto, il coordinatore del Progetto Qalauma e Liber’Arte, Roberto Simoncelli, e naturalmente l’equipe ProgettoMondo Mlal Bolivia al completo.

lunedì 22 aprile 2013

Alla Cabaña Union... dove si brinda con il cielo!

A quattro ore da La Paz, attraversando parte dell'altipiano e discendendo verso la valle, si entra nel verde municipio di Luribay, capitale dell'uva e della pesche in Bolivia. Il viaggio per arrivare, se si sfruttano i mezzi pubblici, rappresenta già di per sé un'esperienza tutta boliviana da ricordare: non trattandosi di una destinazione prettamente turistica, infatti, tutti i passeggeri incuriositi si avvicinano agli unici stranieri presenti per informarsi sul paese di provenienza e la ragione del viaggio. Si ha quindi la fortuna di poter conoscere già nell'autobus qualche abitante della zona che probabilmente si trovava a La Paz per vendere i deliziosi prodotti agricoli della propria terra. La strada sterrata che scende dall'altipiano regala un’alternanza di adrenalina dovuta sia alle numerose curve a gomito con burrone a lato, sia all'incredibile vista di questa estesa valle circondata da montagne dai più disparati colori. Prima tra tutte la montagna Laurani che - una volta arrivati a Luribay “capital” -la principale comunità, sede del Municipio- domina imponente il paese sfumando dal rosso al grigio fino al verde. 
È qui che è nata la Cabaña Union, una struttura polifunzionale potenzialmente centrale per il turismo nella regione. I soci infatti si occupano non solo di turismo ma anche di trasformazione, dell'uva con la quale producono vino e singani, il corrispondente boliviano della grappa italiana. Molte delle donne che lavorano nell'associazione si stanno inoltre formando per l'elaborazione di altri tipi di frutta al fine di produrre marmellate e succhi naturali. Sì, proprio le donne, che alla Cabaña costituiscono più del 50% dei soci! Una bella eccezione in un paese ancora fortemente affetto da discriminazioni di genere.
Il potenziale turistico dell'associazione è notevole perché è rivolto sia al turista straniero che a quello nazionale. L'europeo che viaggia in Bolivia visita solitamente il Lago Titicaca, il Salar di Uyuni e La Paz, che fanno parte dell'altipiano, per poi dirigersi verso la foresta. Ma la Bolivia è anche costituita dalle valli. Luribay è quindi il ponte che unisce due realtà lontane, in cui oltre alle differenze nella vegetazione e nella fauna, si possono anche apprezzare le diversità culturali di chi vi vive.
Alla Cabaña si ha la possibilità di toccare da vicino l'essenza delle persone che con la loro disponibilità e accoglienza permettono al visitatpre di entrare in contatto con le vere radici di un popolo aymara delle valli. Ma Luribay è anche adatto al turismo nazionale più interessato alla degustazione dei prodotti locali. Da La Paz ci si può infatti recare in breve tempo ad assaporare uno dei migliori vini del paese: i locali offrono un'esauriente spiegazione dei sistemi di produzione del vino e insieme a loro si brinda, si condivide e si impara. La vallata offre anche la possibilità di passeggiate in montagna, visite alle antiche cantine, escursioni alla casa di Pando, uno dei passati presidenti della Bolivia, e camminate tra i vigneti da cui i soci produttori forniscono l'uva necessaria all'associazione per la produzione di vino.
A Luribay, si dice, si brinda con il cielo perché si tratta di un'uva prodotta a più di 2000 mslm, in un clima mite tutto l'anno che permette al viaggiatore di godere delle bellezze senza il caldo tropicale ma anche al sicuro dal freddo altipiano. Un'esperienza indimenticabile soprattutto per la disponibilità della gente locale, la sua curiosità e la voglia di vivere un reale intercambio.
Il progetto “Bienvenidos”, finanziato dall'Unione Europea e promosso da ProgettoMondo Mlal ha sostenuto l'associazione sotto diversi punti di vista: attraverso la costruzione della cucina, la formazione del personale, la fornitura di stoviglie e il rifacimento del patio. I soci parlano di questa collaborazione con l'Ong come di una delle più fruttuose e positive che abbiano avuto: si è creato infatti un rapporto di fiducia e stima tra i due partner che magari continueranno a lavorare insieme. La Cabaña Union è uno degli affiliati alla Red Tusoco (TUrismo SOlidario COmunitario) che è stata appoggiata da ProgettoMondo Mlal attraverso lo stesso programma “Bienvenidos” conclusosi da pochi mesi. L'appoggio che il progetto ha offerto ai differenti centri turistici è nato dalle esigenze delle popolazioni stesse che, soddisfatte, sperano di continuare a collaborare anche in futuro.

Patrizia Bertuccelli
ricercatrice in Bolivia

venerdì 12 aprile 2013

Dal Brasile in Italia - Tournee Axe Lata 2013


Insegnare a suonare le percussioni riciclando materiali e proteggendo il nostro ambiente. Questo è l’obiettivo su cui coinvolgiamo i ragazzi delle periferie di Salvador, in Brasile, e perché no, da alcuni anni, anche le scuole italiane.
Con il prossimo tour di maggio 2013 si intensifica la collaborazione con le scuole vicentine, entra per la prima volta Trento, si riconfermano le partecipazioni di Puegnago (BS), Codognè (TV), Crema, Calcio (Bg), Piacenza e Padova.
E per il secondo anno consecutivo il nostro caro amico Nomio è già in Italia per portare la sua esperienza di educatore musicista tra gli alunni disabili di Crema e dintorni.
Tutto questo è possibile perché, nel tempo, l’iniziativa ha stimolato la fantasia dei nostri amici italiani. Chi organizzando cene dai sapori brasiliani, chi vendendo torte, chi solo rinunciando a un gelato, a una pizza o alle bomboniere per una cresima, gli “Encantados” e gli stessi genitori stanno attivamente contribuendo all’organizzazione e all’autofinanziamento del tour.
Tanta partecipazione è così straordinaria che viene da chiedersi: cos’è che spinge tante persone avvolte dal freddo italiano, sempre più pressate dai ritmi frenetici del quotidiano e spaventati da una crisi generale che dimentica i valori, a credere in questo micro-progetto? Cosa li spinge a resistere, a confrontarsi tra insegnanti, istituzioni e genitori? Cosa riesce ancora a emozionarli?
Sarà il sorriso degli alunni, saranno i balli o l’esperienza del maestro di musica, sarà che i ritmi percussivi toccano nel profondo dell’anima?
Presto potremo chiederlo a tutte le persone che da un anno si impegnano per questo.
In fondo siamo un po’ tutti… IL FUTURO CHE VOGLIAMO!

Loris Campana
Volontario ProgettoMondo Mlal Casa Encantada
Salvador de Bahia - Brasile


Scarica locandina e programma completo della Tournee Axe Lata 2013

CODOGNE (TV)
2 maggio – laboratorio Scuola Primaria- 13-16
- laboratorio Scuola Media – 8-13
3 maggio – laboratorio Scuola Primaria- 8.30-12
4 maggio - laboratorio Scuola Media – 8 -13

VICENZA (VI)

5 maggio - Equobar, via Medici 91
- laboratorio – 15-18
- concerto – 20
7 maggio – Scuola Media Trissino
- laboratori percussioni – 9-12
Scuola Elementare Pajello
- laboratorio percussioni – 13.30-16

TORRI DI QUARTESOLO (VI)
6 maggio – Palatenda, via Roma
- laboratorio percussioni – 19
8/9maggio – Istituto comprensivo Torri 1
- laboratorio percussioni – 9-16

VALDAGNO (VI)
a cura di coop Itaca, viale Regina Margherita
10 maggio - capoeira e percussioni – 15-17
- cena brasiliana – 20.30

VIGONZA (PD)
a cura de Il cerchio della luna piena, via Cavour 31/c
11 maggio – laboratori percussioni – 11-12/16-19
12 maggio – laboratorio percussioni – 15-17
– serata danzante - 21

PUEGNAGO (BS)
14/15/16/17 maggio – laboratori Scuola B. Munari - 10-13
18 maggio – spettacolo finale – 16

CALCIO (BG)
20 maggio – laboratori Scuola Media - 8-13
– cena solidale – 20
Oratorio Sacro Cuore, p.zza San Vittore 5
21/22 maggio – laboratori Scuola Media - 8-13

PIACENZA
a cura di ProgettoMondo Piacenza
23/24/25 maggio – laboratori Scuole – 8-13
– laboratori Centri – 15
Apericena solidale

CREMA
27 maggio – Scuola Elementare Buon Pastore
– laboratori 14.00-16.00
28 maggio – Scuola Elem Fondazione Manziana
– laboratori 14.00-16.00
27/28/29 maggio - Scuola Materna Offanengo
- laboratori 9.00-12.00
29 maggio – Scuola Elementare Ombriano
- laboratori 14.00-16.00
30/31 maggio - Scuola Elementare Braguti
- laboratori 9.00-12.00
- Festa finale a Scuola – ore 14 – 16.30

MEZZOLOMBARDO (TN)
3 giugno - Scuola Elementare
- laboratori 8.15-16.30
4 giugno - Festa multiculturale Campo sportivo

info: casaencantada@mlal.org 

mercoledì 10 aprile 2013

Una vita "libera dalla violenza". La legge per le donne boliviane

Il tema della violenza contro le donne è tornato al centro del dibattito politico e sociale a seguito dell’uccisione di una giornalista boliviana, Hanalí Huaycho, da parte del marito, ufficiale di polizia, l’11 febbraio scorso.
I dati sono impressionanti: secondo le ultime cifre pubblicate dall'Istituto Nazionale di Statistica boliviano, 9 donne su 10 nel Paese sono vittime di qualche tipo di violenza, e 1'87% soffre di violenza intra-familiare. Secondo il CIDEM (Centro di informazione e sviluppo della donna), in Bolivia, ogni 3 giorni una donna muore vittima di femminicidio; dal 2009 a febbraio del 2013 le donne vittime di violenza sono state 621, di cui 29 nei soli mesi di gennaio e febbraio 2013.
Accelerato dal tragico evento, e come conseguenza di questi dati allarmanti, il 4 aprile si è tenuta nell’Hotel Europa di La Paz la “Cumbre Nacional de Mujeres: por una vida libre de violencia”.
L’evento segue la promulgazione della legge n.348, “Legge integrale per garantire alle donne una vita libera dalla violenza”, avvenuta il 9 marzo 2013. Si tratta di una legge che intende difendere le donne, ma anche bambine, bambini e tutte le persone che, a causa della propria vulnerabilità, siano vittime di violenza (non solo fisica).
La novità di questa legge risiede appunto nel suo carattere integrale e nella definizione di vari tipi di violenza: la violenza fisica; psicologica; sessuale; patrimoniale ed economica; femminicida; contro la dignità, l’onore e il nome; violenza nei servizi di salute; lavorativa; nel sistema educativo; nell’esercizio politico e di leadership della donna; istituzionale.
Uno degli obiettivi del summit era raccogliere proposte per l’elaborazione e l’implementazione della legge, ed erano presenti varie autorità rappresentanti della società civile di diverse parti del Paese, della cooperazione internazionale, delle ONG, associazioni di donne, della stampa, delle forze dell’ordine e delle istituzioni pubbliche.
Durante l’evento, la Ministro di Giustizia Cecilia Ayllon ha sottolineato che, affiché la legge venga realmente implementata, è necessaria la partecipazione di tutti (in particolare del Ministero di Educazione) e una riforma strutturale del sistema giuridico e dei ministeri coinvolti. Seguendo il discorso della Ministro, Juanita Ancieta, Secretaria della Confederazione Nazionale delle Donne Contadine Indigene Originarie, ha dichiarato che: “Sebbene sia stata elaborata a beneficio delle donne, si tratta in realtà di una legge altamente inclusiva. Il suo scopo principale è, infatti, quello di favorire un cambiamento sociale dove uomini e donne siano protagonisti per costruire insieme una cultura di pace”.
Il Vicepresidente, Álvaro García Linera, si è focalizzato sulla costruzione sociale e culturale che, fino al giorno d’oggi, hanno legittimato, anche a livello delle istituzioni, la violenza contro le donne e che a partire dalla promulgazione di questa nuova legge deve essere smantellata.
L’iniziativa, convocata dal presidente Evo Morales, ha contato la partecipazione di più di 600 persone e verrà replicata nei diversi Dipartimenti per assicurare la diffusione in tutti i settori, a conferma del carattere inclusivo e partecipativo della legge.
Nonostante tutti gli aspetti positivi di questa legge, che vuole rendere più sicura la vita delle donne boliviane, non mancano però nemmeno le critiche e le preoccupazioni: prime tra tutte vi è senz’altro il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per l’implementazione della stessa. Inoltre vi è anche la concreta possibilità di non riuscire a raggiungere le zone più isolate del Paese per far sì che, anche nelle aree marginali, le donne possano godere della protezione e tutela garantitagli dalla nuova legge.

Marianna Costanzo
Bolivia