martedì 7 giugno 2011

La vittoria di Humala. Ora il Perù ha il suo “Lula” andino

L’ex militare di sinistra Ollanta Humala è il nuovo capo di stato del Perù. Ha vinto le elezioni con il 51% dei voti, a fronte del 48% della sua rivale politica, la candidata della destra populista Keiko Fujimori. La comunità internazionale, con osservatori dell’Unione Europea, ha riconosciuto il voto popolare durante le elezioni e ha garantito il processo democratico nel paese andino.
Con l’elezione dell’ex militare socialista candidato del Gana Perú, per la prima volta nel paese andino va al potere la sinistra grazie al voto democratico.
Nelle prime dichiarazione alla stampa come presidente eletto, Humala ha assicurato che nel suo mandato manterrà un’economia aperta che permetta di consolidare la positiva crescita economica già in corso nel paese.
“Promuoveremo gli investimenti” ha detto. “Il Perù continuerà la strada intrapresa, ma dovremo correggere alcuni aspetti dell'economia per il beneficio non di pochi, ma di tutti”.
Battezzato dalla stampa estera il “Lula” andino per la sua opzione verso la “via brasiliana”, Ollanta Humala privilegia quindi una crescita capitalista e pone enfasi sullo statalismo redistributivo.
Negli ultimi 5 anni, il neo capo di stato ha progressivamente abbandonato una posizione nazionalista di socialismo radicale per un’alternativa di concertazione nazionale.
Humala e Keiko Fujimori, figlia dell’ ex presidente Alberto Fujimori attualmente in carcere per violazione dei diritti umani e malversazione di fondi dello Stato, sono stati protagonisti del ballottaggio più combattuto della storia peruviana, portando alla ribalta le differenze sociali tra ricchi e poveri e l'esclusione sociale in un paese con un Pil la cui crescita oscilla tra il 6 e il 7 per cento all’anno.
Parte dei mass media peruviani, nelle settimane antecedenti al ballottaggio, hanno portato avanti una campagna per screditare la candidatura di Humala, e in questo contesto il premio Nobel di Letteratura, Mario Vargas Llosa, ha denunciato il giornale El Comercio, uno dei più influenti del paese, indicando che “nelle sue pagine si leggono menzogne e calunnie per impedire con tutti i mezzi la vittoria di Ollanta Humala”. “El Comercio”, ha scritto Vargas Llosa, “è una macchina di propaganda di Keiko Fujimori”.
C’è una forte pressione da parte della destra politica peruviana, attualmente al potere, per conoscere nel più breve tempo possibile i nomi del prossimo ministro dell'economia e del presidente del consiglio. Si punta a tranquillizzare le multinazionali, la finanza internazionale e gli investitori esteri che aspettano gesti concreti di Humala, che assumerà l’incarico a partire dal 28 luglio.
I sostenitori di Humala hanno manifestato pacificamente per le strade e nelle piazze del paese urlando “¡sí se pudo!”, (Ce l’abbiamo fatta!) in risposta alle intenzioni del gruppo politico di Keiko Fujimori (Fuerza 2011) di liberare dalla prigione suo padre Alberto.
Con questa vittoria la gente spera che per la prima volta in Perù vada in porto un progetto sociale, basato sull’inclusione, l’equità sociale e il riconoscimento dei peruviani delle Ande, i più poveri in un paese che confida in dirigenti politici più vicini ai problemi sociali della gente comune.

di FRANKLIN CORNEJO URBINA
Giornalista e sociologo peruviano

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